Fabrics on stage

Consejo Intertextil Español

Il Consejo Intertextil Español (CIE) ha eletto a metà luglio il suo nuovo presidente, Ángel Asensio, che ci parla del settore e di come la partnership può rafforzarlo. di Neus Jordi

Ángel Asensio Laguna, dal 2007 presidente della Federazione Spagnola delle Aziende della Confezione (FEDECON) e direttore generale dell'azienda famigliare Confecciones Asensio (si occupa del marchio di intimo Kiff-Kiff), fino a questa data ha svolto la funzione di vicepresidente del CIE. Nella sua attuale posizione di presidente l'imprenditore di Madrid affronta due anni di mandato durante i quali, a partire da quello che è già stato costruito in passato, si  pone un obiettivo chiaro, lavorare per la internazionalizzazione del made in Spagna. Asensio ha sostituito Josep Casas, di Fitexlan, che prese la guida  del patronato tessile a febbraio 2007 e che rinunciando alla rielezione, è diventato past president, una sorta di presidente d'onore. Il team direttivo del CIE si completa con Joan Canalis, presidente della Agrupación Española de Género de Punto, che ricopre la funzione di primo vicepresidente. Il Consejo Intertextil Español costituisce l'organismo superiore di coordinamento e rappresentazione, nell'ambito statale, delle distinte entità tessili e si costituisce come l'organo di riferimento del settore tessile in Spagna. Il consorzio che dirige Asensio è composto attualmente da sette delle associazioni di settore che l'hanno fondata, raggruppando 6.800 aziende tessili spagnole, che rappresentano approssimativamente  243.000 impieghi e una produzione annuale di 13.000 milioni di euro.

 

E' stata una nomina prevista e annunciata?

Non esattamente annunciato. Non ho fatto un passo come volontario, però era una possibilità alla quale hanno pensato diversi membri del Consiglio; me l'hanno proposto e siamo arrivati ad un accordo.

 

Il comitato esecutivo del CIE lo ha eletto all'unanimità. Deve essere una soddisfazione.

Si è una soddisfazione perchè dimostra il buon funzionamento del Consiglio.

 

Il suo mandato sarà continuativo o innovatore in confronto alla presidenza di Josep Casas?

Le sette associazioni del settore che formano il CIE, lavoriano in team e siamo sempre stati in armonia con Casas. Adesso si tratta di continuare il lavoro, tenendo conto che ognuno porta un mattone. Non è giusto distruggere quello che è stato fatto nel passato, quello che dobbiamo fare è costruire sopra quanto è stato già realizzato.

 

Che cambiamento apporterà la sua nomina come presidente, rispetto al suo ruolo precedente?

Necessita una responsabilità più diretta e più lavoro, tutto ciò è naturale per chi come me crede nell'associazionismo come formula per rafforzare il settore.

 

Lei è anche il direttore generale di Kiff-Kiff e il presidente di Fedecon. Come concilia questi tre lavori?

L'organizzazione e la gestione sono la chiave di tutto. Sono convinto che la Spagna è uno dei paesi dove più ore si lavora e meno si produce, e questo è una mancanza di gestione, organizzazione. Comunque per avere una carica nel Consiglio è necessario essere rappresentante di una delle sette associazioni del settore appartenente, è la struttura del Consiglio che lo richiede.

 

Quali sono i suoi obiettivi per questo mandato di due anni?

Fondamentalmente ogni area che rappresenta e forma questo settore lavora per difendere gli interessi del nostro settore. L'obiettivo principale è potenziare il made in Spagna, vendere il marchio del paese. Allo stesso tempo ridurre al massimo i costi legati al funzionamento del Consiglio, approfittando delle strutture che abbiamo già. Per ultimo cercare progetti che portino dei benefici all'industria, sempre appoggiati dal Ministero, e per renderci più concorrenziali nella crisi.

 

A proposito di crisi: è un momento difficile per ricoprire questa carica.

E' una momento negativo per l'economia, per l'industria, per tutto, però l'obbligo di noi imprenditori è di cercare di risolvere i problemi. La chiave è nella gestione. Bisogna pensare che l'80% della industria spagnola corrisponde a piccole medie aziende.

 

La gestione, è questa la formula magistrale per superare la crisi?

Non c'è una ricetta magistrale, però la gestione è un'arma. Bisogno approfittare di tutte le risorse ed investire in modo razionale tenendo conto del momento economico. Poi è necessario ricorrere alle misure incisive, puntare sull'internazionalizzazione per diversificare il mercato e sull'intangibile, ovvero il concetto, il marchio, il disegno, elementi con i quali il consumatore si identifica. Questi punti sono fondamentali. Bisogna poi considerare le piccole realtà, e puntare sulla fusione delle aziende per ridurre le strutture e duplicare la fatturazione.

 

Puntare sull'internazionalizzazione, investire sull'intangibile...per questo c'è bisogno di risorse e tante aziende dipendono dal credito. Negli ultimi anni è stato molto critico nei confronti delle banche perchè non concedono credito.

Non sono stato critico perchè non hanno concesso crediti ma perchè negli ultimi anni lo hanno fatto molto male. Hanno alimentato la speculazione concedendo crediti facili ed aumentando cosi il costo della vita, cosa che ha causato l'impoverimento della popolazione e questo ha anche portato che rimanessero senza soldi nelle casse.

 

Parlava dell'internazionalizzazione del marchio Moda Spagna. Vende questo marchio?

Si è uno degli obiettivi, in primo luogo per potenziarlo e secondo perchè non è stato comunicato. Abbiamo fatto diversi studi all'estero sul marchio, per scoprire la sua percezione, non hanno un'opinione perché non lo conoscono. In qualsiasi caso gli abiti di un paese rappresentano un modo, uno stile di vita ed è proprio questo che dobbiamo comunicare per far si che il marchio venda.