Fabrics on stage

Fulgar, LE CHIAVI DEL SUCCESSO

Innovazione, prodotti di qualità, chiarezza negli obiettivi aziendali e un approccio total green sono da sempre i cardini dell’azienda di Castel Goffredo, ma anche punti di forza con cui affrontare positivamente la crisi

 

 

Fulgar spa, il più grande produttore europeo di multifibre di poliammide e di elastomeri elaborati, con 30 milioni di kg venduti nel 2008 a 1.350 industrie tessili di tutto il mondo, sa bene come muoversi in tempi di crisi, basando la sua azione su quelle strategie chiave che hanno determinato il successo dell’azienda, fin dagli esordi. Attilia Casnici, amministratore delegato, ci parla della filosofia di Fulgar, del suo mercato, dei suoi progetti e dell’importanza di una produzione green.

 

 

Che cosa ci può dire sulle evoluzioni nella calzetteria, il vostro settore di sbocco  privilegiato?

 

La calzetteria è da sempre fondamentale nel nostro core business, sia in termini di domanda che in termini di investimenti aziendali in R&D. Nel panorama tessile italiano, si tratta di un settore che, grazie alla continua innovazione, alla filiera produttiva molto verticalizzata e quasi a km zero, è riuscito in parte a limitare i danni della crisi e possiamo dire che a partire dal 2010 si prepara ad uscirne, anche se la ripresa inizierà a percepirsi solo nel 2011.

 

Fulgar è un gruppo fortemente globalizzato sia dal punto di vista della produzione sia per quanto riguarda la distribuzione. Come sono dislocate le vostre aziende all’estero e come è impostata l’organizzazione? Quali sono i vostri mercati esteri di riferimento?

Abbiamo delocalizzato le nostre produzioni in Serbia, dove la società Fulgareast, controllata al 100% da Fulgar Spa, produce filati ricoperti e testurizzati. Tale delocalizzazione si è resa necessaria per essere più competitivi è vicini ai mercati dell’East. In Srilanka, dove la società Fulgarlanka, controllata al 90%, produce filati testurizzati e ritorti, garantendo in tal modo la nostra presenza sul mercato Indiano e nel Fareast. Per quanto riguarda la distribuzione abbiamo l’esclusiva dei prodotti Lycra-Elaspan e T400 in Italia, Spagna, Portogallo, Grecia, Turchia, Slovenia, Croazia, Serbia, Bulgaria. I nostri mercati esteri di riferimento sono da suddividersi per l’80% in Europa Occidentale e per il restante 20% negli altri Paesi del continente.

 

La richiesta di prodotti eco-sostenibili da parte dei consumatori è sempre maggiore. Avvertite questa esigenza anche nei vostri clienti? Quali sono i Paesi e i comparti che richiedono maggiormente per materiali eco-sostenibili?

Fulgar punta molto sul Green Market soprattutto in termini di certificazione e di comunicazione aziendale. Nel mercato internazionale del tessile, in particolare nelle fibre sintetiche, per primi stiamo andando in direzione di un’etica di impresa basata su concetti chiave come lo sviluppo sostenibile, la responsabilità di impresa, la trasparenza nella comunicazione e la concretezza degli obiettivi futuri. Per quanto riguarda la sensibilità dei consumatori, le richieste maggiori ci giungono dal mondo anglosassone e tedesco, ma anche il mercato italiano è particolarmente rilevante nel panorama europeo. Stiamo inoltre stimolando, attraverso una comunicazione diretta cliente-cliente, la creazione e la nascita delle prime filiere verdi del tessile italiano, presentando a produttori di materie prime, lavorazioni intermedie e retailer finali, un nuovo modo di concepire la produzione, basata sul concetto di sviluppo sostenibile.

 

L’impegno eco-sostenibile non deve riguardare solo il prodotto finito ma anche le varie fasi della produzione. La vostra azienda è molto attiva in questo senso; dal primo settembre siete infatti diventati partner del progetto ZeroE Planet, promosso da Edison, in collaborazione con Lifegate. Che cosa prevede e quali sono gli obiettivi da raggiungere?

Il progetto ZeroEplant prevede la fornitura di energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili e certificate, compensando le emissioni di CO2 dovute alla costruzione degli impianti idroelettrici, con la creazione di aree forestali capaci assorbirle. Aderendo al progetto Fulgar ha deciso di acquistare energia ad impatto zero, anche se con un’incidenza maggiore sui costi, per alimentare il proprio impianto di filatura. In questo modo coniughiamo sensibilità ambientale a tecnologia avanzata, arricchendo il nostro prodotto in termini di competitività rispetto ai concorrenti.  

 

Quali pensate possano essere le strategie per la ripresa del settore del tessile? Come affronta la crisi la vostra azienda?

Solo chi presenta prodotti con un alto contenuto di valore aggiunto e di innovazione tecnologica riuscirà a risollevarsi e ad andare avanti nel futuro. Per quanto riguarda Fulgar, gli investimenti degli ultimi anni supportano la nostra filosofia di produzione basata su concetti semplici ma efficaci: qualità, servizio clienti rapido e preciso, innovazione su ogni aspetto del ciclo produttivo e creazione di economie di scala.